Dong Bowen, Ning Yuanyuan, Chen Manyuan, Zhao Rui, Li Xiaofeng

LA GUERRA DEI FIORI ROSSI

Qiang è un bambino di 4 anni che, nella Cina Popolare del 1949, viene portato in un Istituto pechinese dei migliori dai genitori troppo impegnati nel lavoro. Qiang deve confrontarsi con la vita della collettività, regolata in modo per lui troppo rigido dalle educatrici. Dalla fase del pianto sconsolato passa ben presto a quella della disobbedienza attiva supportato in questo da una coetanea. Quando riesce a convincere tutti i compagni che la loro insegnante non è altri che un mostro sotto le sembianze di una donna la situazione si complica.

il regista

 

Zhang Yuan usa il nucleo familiare o gli "out-sider" per parlare della realtà contemporanea. In Mother (1990) raccontava la storia di una ragazza madre, che allevava un figlio minorato mentale nella Pechino dei nostri giorni. Ne I bastardi di Pechino (1992), primo film indipendente nella storia del cinema della Repubblica Popolare Cinese, offriva il ritratto di una gioventù infelice e in preda all'angoscia esistenziale. In Sons (1995) ha esposto le vicende di una famiglia distrutta dall'alcolismo e dalla follia del padre. In East Palace, West Palace (1996) ha messo in scena un dramma psicologico, incentrato sull'interrogatorio di un omosessuale da parte di un poliziotto di Pechino. Con Diciassette anni (1999) racconto di un ritorno a casa dopo 17 anni di carcere, ha conquistato il Premio per la Miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia.

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